Riflessioni di un fedele, alla Via Lucis del ventennale

Mio marito ed io abbiamo accolto con gioia l’invito di don Paolino di partecipare alla Via Lucis in onore alla beata Teresa Bracco, lo scorso 16 Maggio.

Non ero mai stata in quei luoghi pieni di fascino ed era la prima volta che partecipavo alla Via Lucis .

Giunta al cippo ho immediatamente avvertito la drammaticità del tragico evento lì accaduto ed ho provato un grande senso di rispetto verso colei che a soli 20 anni ha difeso e preservato con la propria vita la sua innocenza. E, dopo aver pregato per  tutti i giovani, mi sono avviata in processione. Le circostanze mi hanno ricordato il Cammino di Santiago che ho percorso, in parte, la scorsa estate.

Il tramonto, le nubi basse e scure, il venticello e le vecchie case della frazione di Sanvarezzo hanno fatto da suggestiva cornice alla processione condotta da don Paolino, il quale con la parola di Dio, le preghiere, le meditazioni ed i bellissimi canti ci ha accompagnato, unitamente al Vescovo Luigi, verso il Santissimo, esposto nella Chiesa di Santa Giulia.

Come non ammirare l’esempio di Teresa nelle difficoltà della vita? L’amore  per l’Eucarestia, reale presenza di Gesù, lo ha dimostrato quando, poco prima di morire, con in mano la corona del rosario, ad una conoscente la giovane aveva detto: “Se ci ammazzano siamo preparate perché abbiamo fatto la Comunione stamattina”.

Da circa 5 anni io vado a Messa tutti i giorni e quanto testimoniato della Beata mi ha fatto esultare il cuore di gioia. Essere sempre pronti, come ci esorta Gesù nel Vangelo: “Fate attenzione, vegliate, perché non sapete quando è il momento…fate in modo che giungendo all’improvviso, non vi trovi addormentati.”.

Ed è stato emozionante fare lo steso percorso di Teresa Bracco prima del suo martirio ed avere la consapevolezza che tutto non è finito lì al cippo ma, aiutati dalla Via Lucis, abbiamo rivissuto  la certezza che Gesù è presente, risorto e vivo, nella Sua comunità di cristiani in cammino verso il suo Signore.

In ultimo, ritengo che sia stato un grande dono poter condividere questa esperienza con il Vescovo, anche lui alla sua prima Via Lucis.

G.B.

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