Saluto di don Paolino agli Acquesi

Cari Acquesi,

vi lascio una parola, con quattro declinazioni. La parola è Bene.

  1. Io mi sono trovato Bene con voi: anche nelle difficoltà dei primi momenti del mio arrivo ad Acqui; nella successione difficile e complicata a Mons. Giovanni Galliano – così stimato e conosciuto – con il quale ho avuto sempre un rapporto corretto, serio e fraterno. Sono potuto stare bene anche in quei momenti difficili, perché ero entrato dicendo che mi sentivo “piccolo” e non pretendevo cose grandi: mi sentivo nelle mani del Signore. Sono stato bene, anche perché ero sicuro di una vicinanza affettuosa, fraterna, ferma e della profonda fiducia del Vescovo Pier Giorgio, che mi ha mandato Parroco in Duomo, dopo che alcuni Sacerdoti avevano rifiutato tale incarico (sentendomi anche dire che io avevo mandato via Mons. Galliano). Bene sono stato tra voi e con voi nella diversità che ha sempre marcato me e Mons. Galliano, il quale non ho mai voluto “scimmiottare”. Bene sono stato con voi e vorrei che voi poteste ricordare i pranzi, le cene, i buffet, le grigliate, che ho sempre fatto con voi e per voi. Per i compleanni, per le feste, per gli incontri del Catechismo, per l’incontro delle famiglie e per gli incontri per la Cattedrale. Bene sono stato con voi e me ne vado con il cuore pieno di rincrescimento e di tristezza. Anche questa volta, non ho pensato, nè desiderato (non ho chiesto), di essere cambiato, ma ho accettato la volontà del Vescovo Luigi. In questo caso, anche facendo presente le mie ragioni, le mie obiezioni ed anche il fatto che mi sembrava una scelta forse troppo prematura;
  2. Vogliate Bene: Si dice che San Giovanni Apostolo ed Evangelista – negli ultimi tempi della sua vita – continuasse ripetere ai primi Cristiani: “Vogliate Bene, vogliate Bene“. Io rivolgo a voi questo appello, perché nella misura in cui c’è l’attenzione nei confronti del prossimo, la cordialità dei rapporti, l’accoglienza reciproca, si può costruire un modo di vivere fraterno. Allontaniamo, pertanto, freddezza, indifferenza, menefreghismo ed egoismo. Ai membri della Comunità Parrocchiale dico: “vogliate bene”. Vogliate bene nell’accogliervi, anche nella differenza personale che esiste e va riconosciuta; vogliate bene nel collaborare fraternamente e cordialmente per il bene della Comunità Parrocchiale; vogliate bene nel superare invidie, gelosie, superbie, così come lo spirito di primeggiare davanti agli altri; vogliate bene e non sparlate degli altri. Quante parole mi sono state riferite da alcuni, contro altri. Chi vede questi atteggiamenti della Comunità Cristiana, si allontana davvero. Vogliate bene nell’umiltà, nel perdono, nel lavoro assiduo, senza cercare ringraziamento e senza voler “apparire”. È la parola del Signore che ci dice questo. Così facendo eviteremo l’ipocrisia, una delle malattie più grosse delle nostre Comunità Cristiane;
  3. Fate del Bene: Tutti avete visto quante persone suonavano alla porta di Mons. Galliano. Forse avrete anche visto che altrettanti suonavano alla porta di Don Paolino. Confesso che in tutti questi anni, solo una decina di volte alcune persone sono andate via senza aver ricevuto nulla. Abbiamo poi promesso, alla morte di Mons. Galliano, di sostenere la mensa della fraternità, consapevoli che prestare ai poveri è prestare al Signore. Diventiamo allora generosi nella carità, superando quella innata paura di dare, per la paura di restare senza. Non è possibile essere felici da soli, chiudendoci nel nostro egoismo. Fate del bene alla vostra Cattedrale. Quante volte vi ho detto che la Cattedrale non era di Mons. Galliano, non è di Don Paolino, aggiungendo ora che non sarà nemmeno di Don Giorgio. Fate del bene alla vostra Cattedrale, non soltanto con le parole e con le lodi, ma anche con la concreta e fattiva collaborazione di volontariato e di aiuto economico. In questo decennio sono stati fatti molti lavori strutturali per la Cattedrale e per la Chiesa di Sant’Antonio. Ringrazio un piccolo gruppo di persone che – veramente con grande disponibilità – mi ha aiutato nel portare a compimento tutto ciò. Grazie anche a chi mi ha aiutato a cercare fondi di Associazioni, Gruppi e Fondazioni, o a chi ha fatto la sua offerta, senza le quali non saremmo riusciti a pagare – due settimane fa – completamente il debito per il rifacimento del tetto. In questi ultimi tempi sono rimasto toccato da una frase della Lettera di Giacomo, che dice: “Chi dunque sa fare il bene, e non lo fa, commette peccato”;
  4. Andate avanti Bene: Nei miei cambiamenti di Parrocchia, ho sempre detto ai miei Parrocchiani che “se mi volete bene, dovete accogliere chi verrà dopo”. Questo perché il mio predecessore, io ed i miei successori, siamo persone che fanno parte di una grande e meravigliosa storia di salvezza, che si innesta nella storia di questa nostra bella e grande Chiesa di Acqui, con tutti i suoi Santi (Maggiorino, Guido, Giuseppe Marello, Paolo della Croce, Domenica Maria Mazzarello, assieme al beato Faà di Bruno e le beate Teresa Bracco e Chiara Luce Badano) e che risplende per la testimonianza della Fede della Comunità Cristiana. Buon cammino Parrocchiani del Duomo. Buon cammino Cittadini di Acqui. Camminate Bene nella via della Fede, che questa nostra storia ci ha insegnato.

E concludo con la citazione solenne e chiara che Guido – Vescovo di Acqui – scrisse nel suo atto di fondazione della Chiesa di Santa Maria de Campis: “Mio Bene è stare vicino a Dio”.

Lo proclamo per me, lo confermo per me, lo prego e lo invoco per voi.

Grazie a Dio, grazie a voi.

dP

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