Acqui è particolarmente e profondamente legata a San Guido, e nel suo ricordo e nel suo nome, alla sua Cattedrale, che è il più prezioso ed insigne monumento fatto costruire da San Guido, da lui voluto. Acqui – San Guido – Duomo, da dieci secoli formano una ammirevole trilogia. Giustamente il Biorci osserverà: “La storia della Cattedrale è la storia di Acqui”.

Già dal sec. IV Acqui aveva il suo Vescovo, la sua Cattedrale antichissima, in quella che è oggi la bella Basilica dell’Addolorata, già Chiesa di San Pietro. La tradizione accreditata ci dà come primo Vescovo San Maggiorino. Scorrerie di barbari, lotte ed incuria degli uomini, avevano seminato rovine. Anche la prima gloriosa Cattedrale subì violenze e devastazioni.

Intorno al Mille la Cattedrale e la Sede Vescovile vennero trasferite dalla Chiesa di San Pietro nel concentrico della città alta. Iniziò quest’opera il Vescovo Primo (991 – 1019). Il vescovo e storico Pedroca, morto di peste nel 1632, afferma di avere visto una pergamena “pervetusta” contenente la serie dei Vescovi da San Maggiorino a San Guido. Del vescovo Primo riporta questa notizia:” Hic ecclesiam episcopalem funditus aedificavit…Requiescit ad Sanctam Mariam Maiorem”. E’ quindi accreditata l’ipotesi di una Chiesa detta di Santa Maria Maggiore preesistente all’attuale Cattedrale di N.S.Assunta, come pure appare probabile che detta Chiesa di Santa Maria Maggiore fosse officiata mentre si costruiva l’imponente nuova Cattedrale sorta con nuove proprie fondamenta, con proprio progetto e stile, presso e non sopra una precedente Chiesa.

Morto il Vescovo Dudone (20 gennaio 1033), veniva eletto nel 1034 il Vescovo Guido dei Conti dell’Acquesana. Vi era Allora da ricostruire una città semidistrutta ed impaurita. C’era da organizzare una Diocesi in difficili condizioni morali sociali e religiose. Si imponeva la realizzazione del nuovo sacro tempio della Cattedrale. Solo la tempra e la statura morale e spirituale di un Santo, come Guido, pastore eccelso, poteva riuscire pienamente in questa ardua e molteplice impresa. Se in un millennio tormentato e difficile e poi nei secoli a venire, il nome, il culto, la fiducia, l’amore a San Guido resteranno alti nel cuore degli Acquesi, ciò significa che questo grande e santo Vescovo è entrato nella storia e nel cuore di questa città, di questa diocesi, in modo eccelso e intramontabile.   Acqui e San guido sono un binomio inscindibile. Acqui appartiene a San Guido e San Guido è di Acqui, per sempre.Nato nel lontano secolo XI con evidenti segni dell’arte romanica, il Duomo di Acqui anche nel primo Rinascimento (sec. XV: 1400) continua ad avere la forma basilicale a croce latina a tre navate. La facciata presenta ancora una superficie piana e omogenea. Tra il 1400 e il 1500 durante il grande Rinascimento, anche nel nostro Duomo si cominciano a costruire cappelle laterali, sfondando in alcuni punti perfino le pareti. Ed ecco spuntare l’epoca dell’arte barocca.A questo stile barocco lombardo-piemontese si ispirarono le grandi trasformazioni del nostro Duomo nel sec. XVIII e metà del sec. XIX.Il Barocco cercò di forzare violentemente il Romanico nativo. Dell’antica, primitiva costruzione romanica, restano visibili, gloriose ed imponenti le absidi, splendido complesso architettonico composto da una maggiore e due minori che la fiancheggiano, e da un’absidiola laterale verso la via troncata a metà.Il nostro Duomo così nel cammino dei secoli è uno dei pochi beni collettivi; ci appartiene, siamo ad esso affezionati: fa parte della storia della nostra gente.

(da “Acqui e dintorni” di Mons. Giovanni Galliano)